RAZIONALE

La psoriasi è una malattia della pelle che viene in molti casi sottovalutata. È infatti troppo spesso considerata un problema estetico, piuttosto che una malattia a 360° con importanti comorbidità (tra cui diabete e problemi cardiovascolari) che colpisce oltre 2 milioni di persone e nelle forme più gravi è fortemente invalidante.

La psoriasi vive di contraddizioni: è una patologia cronica, ma non è nel piano delle cronicità; è una malattia che necessita di un approccio multidisciplinare, ma nella realtà è scarsamente praticato; i PDTA esistono ma non sempre sono conosciuti e applicati. Nella gestione del paziente psoriasico un ruolo centrale potrebbe avere il Medico di Medicina Generale esercitando un ruolo centrale e di riferimento per un approccio multidisciplinare del paziente, per una sua migliore presa in carico.

A questo aggiungiamo l’effetto collaterale della pandemia da Covid-19 che ha penalizzato senza dubbio la gestione clinica dei pazienti con patologie croniche tra cui anche i pazienti che convivono con malattie croniche dermatologiche che, per timore di contagio, disertano ambulatori e ospedali, considerati luoghi insicuri. Un comportamento questo che ha un forte impatto negativo sulla continuità terapeutica con un inevitabile aumento di riacutizzazioni e ricadute della patologia. Un fenomeno confermato dalla riduzione della somministrazione del 40% di alcune terapie farmacologiche e dalla diminuzione di prescrizioni, per pazienti di nuova diagnosi, che in alcuni ambiti arrivano all’85%.

Un ruolo importante lo potrebbe ricoprire il Medico di Medicina Generale, fornito di device e di strumenti idonei e creando canali di comunicazione diretta, anche sfruttando la Telemedicina, tra i diversi attori del S.S.N.
Ultime modifiche: mercoledì, 22 settembre 2021, 15:48